Tutti gli strumenti, per suonare insieme e non sembrare una banda di gatti arrabbiati, vanno "intonati". Dobbiamo agire su chiavette, piroli, viti o pompe per assicurarci che ogni nota emessa vibri esattamente alla frequenza stabilita dalle leggi fisiche (e universali) della musica.
Ma al di là della fisica acustica, c'è un motivo pratico ed educativo immenso dietro questo gesto.
- Per gli allievi: imparare ad accordarsi subito significa fare amicizia intima con il proprio strumento e, soprattutto, allenare l'orecchio a riconoscere l'altezza reale delle note.
- Per gli insegnanti: ...beh, diciamocelo chiaramente, insegnare agli studenti ad accordarsi da soli è un puro atto di sopravvivenza scolastica! Se avete classi numerose, passare la prima mezz'ora di lezione ad accordare trenta strumenti diversi vi ridurrà a pezzi prima ancora di aver suonato la prima nota.
Che tu abbia tra le mani una chitarra, un ukulele, un basso, un violino, un clarinetto, una tromba o persino un set di tamburi, prima o poi dovrai fare i conti con il mostro finale di ogni inizio: l’accordatura.
Vediamo quindi quali sono i tre canali principali per portare a casa un'accordatura degna di questo nome.
I 3 Metodi per Accordare lo Strumento
1. Ad Orecchio (La Via dei Maestri)
Si fa risuonare una nota di riferimento sicura (il classico La centrale a 440Hz, preso da un pianoforte accordato, da una tastiera o da un diapason) e si agisce sulla corda finché le due note non si fondono perfettamente.
- Il trucco del mestiere: allentate la corda portandola leggermente sotto la nota desiderata, e poi tiratela su lentamente. Perché? Fisicamente, quando due note sono vicine ma non identiche, si creano i "battimenti" – quella specie di fastidioso sfarfallio acustico che dà quasi un senso di disagio fisico. Man mano che vi avvicinate alla nota esatta, il battimento rallenta fino a sparire del tutto.
- PRO: Sviluppa un orecchio d'acciaio, allena la concentrazione e vi rende indipendenti da qualsiasi marchingegno.
- CONTRO: Richiede assoluto silenzio, un orecchio già mediamente allenato e un pizzico di pazienza che all'inizio può scarseggiare.
2. L'Accordatore Elettronico (La Via della Praticità)
Il mercato è pieno di aggeggi elettronici, ma il mio consiglio spassionato va dritto agli accordatori a pinzetta (o clip-on). Sono quelle mollette che si agganciano direttamente sulla paletta dello strumento e leggono le vibrazioni del legno anziché il suono nell'aria.
- PRO: Potete accordarvi anche in mezzo al caos più totale (in classe è una manna dal cielo!) e sono estremamente precisi.
- CONTRO: Se usati pigramente e sempre, rischiano di anestetizzare l'orecchio musicale. Inoltre, i modelli non a pinzetta (quelli col microfono interno) soffrono terribilmente il rumore ambientale.
3. Le Applicazioni Digitali (La Via dello Smartphone)
Ormai i nostri telefoni fanno tutto, anche da accordatori. Esistono centinaia di app gratuite piene di opzioni per ogni tipo di strumento e accordature alternative.
- PRO: Sono gratis, le avete sempre in tasca e offrono flessibilità per mille strumenti diversi.
- CONTRO: Non sono sempre affidabili al 100%. Dipendono totalmente dalla qualità del microfono del vostro telefono e, se c'è rumore nella stanza, l'ago impazzisce.
Le Tre Regole d'Oro Prima di Iniziare
Se decidete di affidarvi alla tecnologia (metodi 2 e 3), ci sono tre concetti che dovete tatuarvi in testa per non fare danni (tipo spezzare una corda in un fragoroso STENG!):
- Masticare la Scala Cromatica: L'accordatore vi dice che nota state suonando in quel momento, ma non sa cosa volete ottenere. Dovete sapere voi se la nota visualizzata sul display è più alta o più bassa di quella che vi serve, conoscendo la sequenza esatta di note e alterazioni.
- Imparare l'Alfabeto della Musica (Notazione Anglosassone): Gli accordatori non parlano italiano. Non leggerete "Do, Re, Mi", ma le lettere dell'alfabeto dalla A alla G, partendo dal La. Imparatelo a memoria, vi serve! (A = La, B = Si, C = Do, D = Re, E = Mi, F = Fa, G = Sol)
- Occhio all'Ottava: Gli accordatori elettronici spesso mostrano un numero accanto alla lettera (es. C4). Quel numero indica l'altezza dell'ottava sul pianoforte. Dovete assolutamente sapere in che ottava lavora la corda del vostro strumento, altrimenti rischiate di tirarla fino a farla esplodere nel tentativo di raggiungere un'ottava superiore!
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Lo strumming e la ritmica con l’ukulele
Ukulele Fingerstyle